SPL : Sound Pressure Level





E' indubbio che il "fenomeno" SPL, all'interno del grande mondo del car audio, occupi uno spazio importante e, spesso, trainante nei confronti di prodotti e tecnologie. Ed è un fenomeno che, oggi più che mai, sta appassionando migliaia di appassionati del tuning. Lo sbaglio più comune, fatto in particolar modo dai non addetti ai lavori, è quello di abbinare un elevato SPL a livelli elevatissimi, anzi addirittura esagerati, tali da non permettere un ascolto corretto. Errore! Con questo speciale di oggi vogliamo proprio portare la nostra versione sull'uso corretto, anzi quasi necessario dell'SPL elevato in auto come necessità per ascoltare al meglio la nostra musica preferita. m21: Cominciamo proprio dalla base: SPL sta per Sound Pressure Level, ed è il modo con cui si intende il livello sonoro raggiunto, generalmente espresso in "decibel" (dB). Con il decibel si va a misurare ogni tipo di suono e di rumore: ci sono dei riferimenti, ormai diventati classici, che si utilizzano usualmente per fissare dei riferimenti così che chiunque può capire meglio quanto sia elevato un certo numero di decibel; così avremo i 60 dB che corrispondono grosso modo al livello misurato per una normale conversazione tra due persone; 100 dB è quello che otteniamo in una metropolitana e 150 dB è, invece, il risultato del decollo di un jet a distanza ravvicinata. Un dato molto importante è quello che definisce il decibel come un'unità logaritmica: senza entrare nei terreni pericolosi della matematica, possiamo dire che, per restare in tema car audio, per ottenere un aumento di 3 dB della pressione acustica nella nostra auto dobbiamo raddoppiare la potenza dei nostri finali. m15: m15: A questo punto entra in gioco però il concetto di efficienza (o sensibilità, anche se non è propriamente corretto) dei diffusori che è meglio affrontare e risolvere una volta per tutte per avere il quadro più chiaro possibile: gli altoparlanti ricevono energia dall'amplificatore e, attraverso un meccanismo di conversione, riescono a mettere in movimento l'aria a noi circostante e rendere percepibile come "suono" questa stessa energia. Nel fare questo lavoro di conversione, l'altoparlante va ad utilizzare una parte di questa energia ricevuta senza però tramutarla in "suono": questo perché ci sono delle componenti meccaniche dell'altoparlante che non lavorano proprio…gratis, ma attingono proprio ad essa per "alimentarsi". Se ci pensate è lo stesso principio del funzionamento del corpo umano che attinge al cibo che ingeriamo l'energia che ci permette di crescere e fare tutti i nostri movimenti: alcuni di noi hanno un metabolismo che gli permette di "bruciare" meglio l'energia in ingresso, altri reagiscono in modo diverso. Ecco, l'efficienza degli altoparlanti potrebbe essere paragonata pari pari al meccanismo del metabolismo: a parità di energia in ingresso avremmo una produzione di "suono" diversa da caso a caso. Il valore dell'efficienza si ottiene misurando quanta pressione acustica, o SPL (tutto torna!) otteniamo inviando 1 watt a quell'altoparlante e misurando il risultato alla distanza di 1 metro: per questo nella scheda tecnica di qualsiasi altoparlante troverete la dicitura (ad esempio) 90 dB/1W/1metro, ovvero in questo caso avremo 90 decibel con 1 watt misurati ad un metro di distanza dall'altoparlante, semplice! Alcuni al posto del watt utilizzano la dicitura 2.83V: diciamo che è abbastanza equivalente e possiamo benissimo considerarlo la stessa cosa, in realtà esistono delle differenze molto tecniche che non affronteremo qui. Ma perché stiamo legando l'SPL con l'efficienza? Abbiamo detto prima che per ottenere un aumento di 3 dB della pressione acustica dobbiamo raddoppiare la potenza del nostro ampli; facciamo degli esempi pratici e capiremo meglio: se il nostro finale eroga in totale 100 watt e lo spingiamo al massimo con diffusori che presentano un'efficienza media di 92 dB avremo come risultato finale un SPL di circa 112 dB, ma se sostituiamo l'amplificatore con uno più grande che eroga 200 watt, a parità di diffusori avremo un risultato finale di circa 115 dB di pressione in auto.m11: Ma se ci pensate possiamo avere anche un'altra situazione: se optiamo per diffusori molto efficienti, diciamo almeno 101 dB, per raggiungere il livello di 115 dB, come nell'esempio precedente, ci basteranno solo circa 30 watt, e non 200! Incredibile! Molti di voi si sono già fatti dei rapidi conti e avranno scoperto che, tra acquistare un finale da 30 watt e uno da 200, ci sono un sacco di euro di differenza! In realtà sarebbe troppo facile ridurre tutta la storia a: compro un piccolo finale da 20 watt, ma di alta qualità, diffusori iper-efficienti e risolvo il problema. Non esiste l'altoparlante senza difetti e cosi anche quelli caratterizzati da una più elevata efficienza presentano i loro e, quindi, chi vuole realizzare un impianto di qualità deve comunque tener conto di mille aspetti e combinarli al meglio tra di loro. Ad esempio, per restare nel tema di oggi, un subwoofer troppo efficiente generalmente scende in gamma bassissima un po’ meno di uno con una efficienza più moderata.



E' importante dire che questa sigla sta caratterizzando fortemente una buona fetta del mercato ed un elevato numero di appassionati, nonchè proprio Golfisti. Al punto che oggi ci sono marchi quasi completamente dedicati a realizzare prodotti destinati all'SPL, circuiti e gare ad hoc ed installatori specializzati: un "mondo" che si muove al ritmo dei decibel e dei watt. Già, le gare: ci sono dei circuiti specializzati che riconoscono e premiano le auto con impianti ad alta pressione, a cominciare dal "dB Drag", per continuare con il trofeo SPL Super race, ultima grande novità per migliaia di appassionati. Il nostro consiglio, per tutti coloro che stanno per progettare o realizzare un impianto SPL, è di sfruttare le date e le manifestazioni di queste organizzazioni per vedere sul campo e direttamente come si realizza un'auto del genere. Un impianto che mira a raggiungere i 140, 150, e anche più, decibel deve essere preparata in modo adeguato e specifico: non pensate di alzare al massimo il volume del vostro finale, potente che sia, per raggiungere subito e bene livelli di questa portata. L'impianto SPL può essere paragonato ad un atleta "centometrista": tanti muscoli, tanta energia sempre disponibile, ma anche qualche trucchetto per utilizzare sempre e, al meglio, proprio questa energia. Una prima raccomandazione che possiamo darvi è quella di curare al massimo, quasi con maniacalità, l'alimentazione del vostro impianto: batterie adeguate, cavi ben dimensionati e dal percorso più breve possibile, nessuna dispersione, tanti condensatori di alimentazione che vi permetteranno di avere sempre la giusta "scorta" di energia. Questo suggerimento vale anche per gli impianti "normali", quelli che non affronteranno mai una gara ma sono destinati a soddisfare la voglia di musica del proprietario e dei suoi amici: anche in questo caso rispettate queste indicazioni, stabilendo già dall'inizio una percentuale della spesa totale da dedicare al capitolo alimentazione. Può sembrare provocatorio, ma è più facile che suoni più "forte" un 50 watt ben alimentato che un 200 watt installato senza rispettare alcune regole. Molti sottovalutano questo aspetto, ma pensateci: se al vostro finale non arriva sufficiente corrente, come potete aspettarvi che esso faccia al meglio il proprio lavoro? A seconda delle gare e dei regolamenti adottati, la misurazione potrà avvenire con metodologie differenti: quella più classica prevede la registrazione del picco massimo ottenuto nello spazio di pochi secondi. E' chiaro che in questa situazione tutti i componenti dell'impianto saranno chiamati a compiere il massimo sforzo in un determinato e preciso momento: in questi casi bisogna fare in modo di arrivare alla misurazione con la massima carica della batteria e con le bobine degli altoparlanti a temperature basse, quindi niente prove e "allenamenti" subito prima della gare che potrebbero non essere di grande aiuto. Soprattutto una temperatura già elevata della bobina mobile potrebbe rubare qualche decibel, o frazione di decibel, necessari per raggiungere le prestazioni che ci si aspetta. E' giusto anche evidenziare, però, che l'impianto da gara estremo, spesso non ha le caratteristiche che ne permettono l’utilizzo per ascoltare musica, magari in viaggio o in piazza: questi sono impianti dedicati e finalizzati ad ottenere prestazioni pressoché esclusivamente strumentali.

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